:
Streichquartett N° 1: ›La lira d'eolo‹ (1992) : |
per
4 generatori acustici di suono e 4 es. |
dur.:
25' ca. / 1a es.: Internationale Ferienkurse Darmstadt 1992
|
|
STREICHQUARTETT (Quartetto d'archi) n. 1 "La lira di Eolo" è un omaggio informale, irriverente, alla forma classica in quattro movimenti del quartetto d'archi, qui eseguito su oggetti a metà strada tra scultura e strumento: assemblaggi di barre metalliche su corpi di risonanza a forma di mezzaluna. Gli oggetti rispecchiano, nelle rispettive dimensioni, la proporzione tra violini, viola e violoncello. Nel gennaio 1990, nella mia officina colma di resti e scarti di VENTI (installazione eolica per venti oggetti e quaranta esecutori), per riprendermi da una problematica manifestazione presso la Nationalgalerie di Berlino, creai un assemblage di barre metalliche con risonatore vagamente riminiscente ad una lira, e donai l'oggetto così ottenuto, che chiamai "la lira di Eolo", a Gerd Rische, amico berlinese e fedele sostenitore della mia linea costruttivo-musicale. Nonostante la mia intenzione originaria, fissata in una breve dedica, di non presentare mai il pezzo in pubblico, trovai poi una possibile interpretazione dell'idea – come spesso accade, e non solo in musica – proprio nell'infedeltà all'idea stessa. Così decisi di moltiplicare quell'oggetto e di portarlo sulla scena come omaggio informale a una forma classica della musica, il quartetto d'archi. Quasi una nemesi: dovetti compiere un'analoga infedeltà nei confronti del materiale e del suo complicato comportamento fisico, poiché queste barre sono un popolo assai indisciplinato e inarmonico (per esempio: se si tocca una barra in un punto a un terzo della sua lunghezza, non si ottiene affatto la quinta del suono fondamentale, come avviene con le corde civilizzate, ma, se la barra è di buon umore, con un po' di fortuna si ottiene appena l'ottava); con ostinazione dialettica decisi di utilizzare, per il pezzo, riferimenti alla tradizione medievale, procedimenti contrappuntistici, INVERSIO, DIMINUTIO, ISORITMIA, TALEA, ecc., e, almeno nel primo movimento, una notazione tradizionale totalmente priva di fantasia, una forma strutturalmente definita. Un'analogia con la forma classica del quartetto d'archi si ritrova anche nella suddivisione in quattro movimenti (che vengono però eseguiti senza interruzione) e nella struttura interna dei singoli movimenti; il secondo, per esempio, è una parafrasi pizzicata, il terzo un "Adagio lirico". Come in un altro pezzo, QUODLIBET, che composi nell'agosto del 1964, lascio talvolta, quando necessario per la composizione ritmica di certi momenti, che i quattro esecutori utilizzino a turno gesti tratti dalla pratica della direzione, annotati con precisione in partitura. Il progressivo dissolvimento della notazione si riflette nel procedimento compositivo, nel crescente allentamento della severità strutturale e, in ulteriore parallelo, tramite l'uso di aria compressa e suoni di sfregamento, il pezzo si conclude in un'atmosfera eolica. Mario Bertoncini, 1992 |
| © 2007-2025 mario
bertoncini
: note legali |